lunedì 25 luglio 2022

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 Facebook: la fregola di postare qualcosa per forza...

Postare qualcosa per forza, per far vedere che giri, viaggi, mangi, fai cose, incontri persone, che non stai a casa a farti le seghe o a pettinarti le Barbies ( che insulsa metafora da pornostar anni '70). Ed è così che si incorre nella bulimia di cose da postare: è successo a me che nella fregola di postare una foto della statua di Montanelli sita negli omonimi giardini a Milano, mi sono beccato del pubblicizzatore di violentatori di minorenni. In riferimento alla nota vicenda del Montanelli fascista che sposò una minorenne eritrea. 

Facebook, chi decide cosa è arte?

Un'altra volta ho postato un video in metropolitana che ritraeva una bella ragazza, di schiena, mentre smanettava sullo smartphone si reggeva dagli scossoni della metro reggendosi ad un palo dove di solito ci si appoggia con le mani, impugnandolo con le chiappe. Due minuti dopo ho perso alcuni followers. In questo caso le reazioni negative mi sono sembrate esagerate. In fondo fare la diretta di video potrebbe servire a mostrare cosa isolano i tuoi occhi in giro. Che colpa ne ho se i miei hanno isolato quella che secondo me era una performance artistica che non aveva nulla di volgare? Perhè non dovrebbe essere arte? L'arte è solo quando viene esibita durante una trasmissione tv da persone già note? Perchè non è arte se la mostra un semplice utente di Facebook? La risposta nasce spontanea: perchè è più facile attaccare un utente politicamente non potente che qualcuno che può querelarti. Nel frattempo, mentre vergo queste poche considerazione, secondo la famigerata legge di Murphy, attendo una querela dalla lapdancer involontaria in metropolitana...

Facebook, reel...

I reel, già detto, forse, sed repetita adiuvant,  sono video che durano dai 30 secondi al minuto. Facebook dà la possibilità di girare questi minivideo e di postarli immediatamente dopo averli girati.

Una vota ho girato un piccolo video sul naviglio di Corsico. Appena sotto la superficie dell'acqua del naviglio, un pesce enorme ceca di catturare mosche o affini. Io non essendo un esperto ittico di acque dolci, per la mia origine marittima, ho scritto che si trattava di una trota. Intitolando il Reel, Supertrota nel naviglio di Corsico ( il pesce era davvero enorme). Subito dopo si sono scatenati i commenti sarcastici, in sequenza e stucchevolmente a mò di eco, quasi tutti uguali, che suonavano più o meno così: " ma come si fa a scambiare un cavedano per una trota?". Tutti i commenti erano corredati del classico emoj a forma di faccina che sghignazza. La sequenza dei commenti tutti simili, quasi identici, tra loro, li ha fatti sembrare più comici del mio fraintendimento. A quel punto, non solo non ho cambiato il titolo al Reel ( anche perchè non so come si faccia, risata), ma mi è sembrato persino superfluo replicare agli esperti di pesci d'acqua dolce che ho visto molti di loro, negli anni, aprire ricci mascolini ( che non hanno dentro uova) perchè non li sapevano distinguere dalle femmine. Mi è bastato vedere la sequenza infinita dei vari " ma è un cavedano", " è un cavedano", "cavedano", "come si fa a  non capire che è un cavedano"...l'esercito dei pappagalli virtuali che applaudono quando qualcuno viene messo alla gogna mediatica per poi scappare davanti al primo cane senza guinzaglio che gli si para davanti...


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 Facebook, gli haters...

E' indubitabile che social come Facebook e Twitter hanno creato un aumento dell'aggressività. Il linguaggio, come diceva Bourroghs, è un virus. L'uso indiscriminato, superficiale e volgare dei social, Facebook in particolare, sta modificando il modo di rapportarsi tra le persone. Le sintesi sloganistiche, dovute al fatto che non leggiamo messaggi troppo lunghi, costringono chi posta a ridurre questioni complesse in opinioni sintetiche che, per la  superficialità con cui sono trattate, rischiano di sminuire la complessità di tali questioni e di ridurle a volgari barzellette da ragazzi del muretto. Tutti inevitabilmente, persino fior di intellettuali, uomini politici di rango, scrittori e artisti, stanno finendo per essere vittime di questo modo di comunicare insulso e indotto dal mezzo che si usa, impoverendo il linguaggio e portandolo a bassezze tartufesche. Io stesso mi sono accorto che poi si riporta quel linguaggio nelle conversazioni dal vivo, rischiando di sminuire gli argomenti trattati e di ridurli al linguaggio dei primati. Attraverso l'altisonanza dei termini usati, inoltre, si arriva, durante le veloci conversazioni, molto facilmente all'insulto, anche personale. Sempre alla ricerca del modo più efficace e offensivo per chiudere la conversazione a proprio vantaggio. E l'argomento che si trattava? Non c'è più, sparito. Ridotto all'insulto personale. E uno dei miei motivi di disaffezione a Facebook risiede proprio in questo: e cioè nel fatto che dopo si esporta questo modo di scrivere e di esprimersi nella realtà, trascinati verso il basso da folle di ignoranti che hanno imparato a insultare bene attraverso un linguaggio scarno e volgare. Un linguaggio che ci sta impoverendo tutti, me compreso. Mi metto io sul banco degli imputati. Ci sono cascato. Ma io almeno me ne sto accorgendo e lo ammetto. Immaginiamo che lo stesso linguaggio venga usato per la risoluzioni di problemi del paese da politici o intellettuali e avremo la misura del pollaio globale che stiamo diventando. D'ora in poi me ne fregherò altamente dei likes e scriverò cose dignitose in modo adeguato. E non mi importerà se neanche sarà letto, quello che scrivo. Sarà la mia opinione elettromagnetica in eredità infilata nella bottiglia dei miei pensieri lanciata nel mare, che dico, nell'oceano, internetiano. Di questo passo anzichè mostrare una versione migliore( e comunque falsa), di noi stessi, rischiamo di mostrare invece quella peggiore ( altrettanto falsa), un te stesso bullo che bullizza altri bulli perchè a sua volta si aspetta di essere bullizzato. 

venerdì 8 luglio 2022

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 Facebook: i leoni da tastiera....

Facebook spesso è usato da alcuni utenti per far saltare i nervi ad altri utenti. Siccome Facebook è una platea visibile a tutti, specie dai voyeur , che non intervengono mai ma godono degli insulti fulminanti ai quali non c'è replica. Tranquillizziamo questi cucklod della tastiera: Facebook non è la vita e se qualcuno non risponde agli insulti ( a me capita spesso) è perchè è occupato a fare quello che normalmente viene difficile fare a codesti buontemponi: vivere.  Poi ci sono quelli che godono nel far saltare i nervi . Sanno perfettamente cosa producono i loro commentini e le loro brevi considerazioni ( due parole in croce, mica che). Conoscono la psicologia degli insultati. Peccato che non si rendano conto che prima o poi saranno incontrati di persona...e una testata sul setto nasale ( fingendo che è per errore) non gliela eviterà nessuno. 

Facebook è basato sul concetto della presenza costante in rete.

E già, più stai in rete, connesso con Facebook e Messenger e più like potrai prendere. Beato chi ha la dopamina per queste cazzate. Alcuni sembrano produrla solo per queste cose. Prima avevo degli amici che leggevano libri. Ora da quando c'è Facebook i miei amici lettori leggono le recensioni dei libri tratte da recensioni di libri mai letti, o tratte dalla quarta di copertina dei libri medesimi. Poi parlano di questo o di quel libro, sciorinano cul-tura a piene mascelle. Ma non leggono più niente. Certo, direte, tu usi Facebook per parlarne male. Certo che lo faccio, tutti i libri di Che Guevara sono pubblicati dalla Mondadori. La questione è che prima o poi qualcuno si accorgerà che la Mondadori li pubblica per dirci: visto cosa succede ai rivoluzionari? Prima o poi muoiono. Certo. Anche gli editor della Mondadori muoiono. Specie quelli che non hanno mai voluto pubblicare un mio libro. Mah...che cavolo! Mi sono trasformato in un leone da tastiera...Facebook è letale. Usiamolo con parsimonia, dà assuefazione. 

domenica 5 giugno 2022

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 Facebook, i dibattiti sotto un post...

Facebook è anche un tema di confronto su varie opinioni. Deve essere chiara una cosa, tira molto più un dibattito su cosa indossava Achille Lauro a Sanremo che sul fatto che gli italiani non pagano le tasse. Comunque se uno posta qualche scritto ( breve, mi raccomando, se no  non viene letto) di natura polemica, c'è da aspettarsi un dibattito. be', sappiatelo non c'è niente di più inutile e che faccia perdere maggior tempo rispetto alla vita da vivere che un dibattito su Facebook su qualche tema. Spesso sono cose sfibranti e infinite, ognuno vuol avere ragione e si fa a  gara a chi dice le cose più intelligenti e brillanti o a chi zittisce l'interlocutore...che poi è una cosa che resta spesso nell'impressione di chi pensa di aver asfaltato gli altri. Lungi da lui l'idea che nel frattempo uno ha staccato per andare in bagno o perchè deve andare a lavorare. E infatti, proprio per questo i dibattiti durano giorni o mesi. Qualcuno scrive qualcosa, poi la replica, la controreplica e così all'infinito. Io mi arrendo subito, perchè per fortuna non vivo su Facebook, se poi questa cosa venga percepita come scarsezza di argomentazioni dialettiche a proprio vantaggio, be', lascio pure il campo a queste effimere vittorie di Pirro...ribattezzate da me di recente, vittorie dei pirla...In altre parole, se non siete d'accordo con qualcosa che ho scritto, il fatto che non controreplichi alle critiche sotto il post non vuol dire che vi snobbo. Magari ho semplicemente preferito andare a fare l'amore con la mia donna! Il fatto è che Facebook ha creato dei veri e propri professionisti, della polemica. Il semianonimato dietro la tastiera e il fatto di non aver di fronte l'interlocutore che potrebbe spaccarti la faccia, ha allevato una genìa di polemisti da tastiera che passano il tempo a mettere zizzania e insultare. Non rispondere a questi tizi serve solo a nobilitarvi e riabilitarvi come esseri umani: senti, bello, adesso ho da fare con mia moglie, è il sottotitolo di me che non rispondo...Tanto comunque non cambio idea. Se voi avete energie da sprecare nel volermi far cambiare idea, accomodatevi, il web è libero. Solo che dovete stendervi a letto, in attesa di una mia risposta, perchè non avverrà a breve e forse non avverrà del tutto. Del resto, ognuno si stende nel letto per fare ciò che più gli aggrada. Non so se mi spiego!

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 Facebook , le storie...

In cima alla pagina di Facebook dove scorre la bacheca troveremo le cosiddette "Storie". Sono foto o video in cui noi vogliamo creare una storia suggestiva. Facebook offre di poter sovrapporre alle foto o ai video dei motivi musicali. Ora, di grazia, vorrei sapere se puta caso i tizi che scelgono i motivi musicali da sovrapporre alle foto e ai video con i quali vogliamo creare una suggestione non siano per caso parenti della famiglia Addams...Se aprire le "Storie" si vedono foto di belle ragazze appena uscite dal tapis roulant della palestra sotto casa, grondanti sudore....e in sottofondo hanno Marylin Manson...cos'è, state andando a farvi succhiare il sangue dal collo? Oppure malati delle foto da viaggio che postano un selfie di quando sono andati a Barcellona con in sottofondo, "Ancora" di Eduardo De Crescenzo...oddio, se avete visto quella foto 100 volte ripostata finchè non raggiunge un adeguato numero di like, be', "ancora" come avverbio di tempo potrebbe sottolineare che persino Facebook si è rotto gli zebedei di quella foto. E postare il testo di una poesia sulla morte con lo sfondo "Da Roma a Bangkok" di Baby Kay e Giusy Ferreri? Ne volgiamo parlare. Suona più come un giudizio di critica musicale che come un esaltazione della morte....anzi, sì...del buonsenso! Mai che come sfondo della bella figliola che posta un video di lei in body superattillato e che dice qualche frasetta di circostanza per sponsorizzare la palestra Virgin Active, di Cusago, ci sia Freak di Samuele Bersani...perchè ad un certo punto del testo, canta: "ciao ciao belle tettine". Ma come sincronia, chiediamo troppo, a quelli della famiglia Addams addetti alla scelta dei brani.

Facebook, non aprite l'allegato, è un virus!

Spesso sulla bacheca i nostri contatti ci avvisano di non aprire allegati che arrivano tramite il sistema di messaggeria ( connesso a Facebook) , messenger. Si scusano, si umiliano, non sanno come giustificarsi. Rilassatevi, nessuno legge i vostri allegati!

Facebook e la perdita di contatto con la realtà!

Una volta postavo molte cose su Facebook. Postavo i miei selfie, postavo i piatti che cucinavo, postavo i piatti che mangiavo al ristorante, postavo le foto della mia ragazza, postavo la foto di me che andavo al centro commerciale, postavo la foto della neve, della pioggia, del sole, del cielo stellato, dei comizi, delle manifestazioni, delle camminate, delle frasi nei gabinetti pubblici ( a proposito, sono curioso di sapere quale mentecatto scrive col pennarello un pò ovunque, a Milano, in bagni pubblici, stazioni, fermate di tram, "Allah culo")...postavo le foto del mare mentre ero in vacanza per fare invidia ai miei colleghi che ancora non erano in vacanza e dovevano lavorare, postavo le foto della tangenziale intasata così potevo arrivare in ritardo al lavoro ( era un prova), postavo le foto di politici per insultarli, postavo le foto dei miei eroi...poi ho incominciato a postare foto di copertine di libri, miei o non miei, poco importava e , magicamente, il numero dei like è sceso a percentuali da prefissi telefonici. Ma la domanda che mi pongo adesso è: ma quanto tempo della mia vita ho perso a fare queste cose inutili? L'ho pensato mentre ero al parco delle cave a camminare a Milano, immerso nella natura...ad un certo punto è apparso sullo sfondo il lago, che da dove stavo passando, in un viottolo che si insinuava in mezzo agli alberi tipo percorso da vietcong in giungla vietnamita e subito ho pensato: faccio una foto e la metto su Facebook. Ma pensate che una foto su Facebook possa trasmettere tutta la bellezza che ho provato in quel momento? Pensate che una foto su Facebook potesse trasmettere i profumi del bosco che hanno esaltato le mie narici in quel momento? Solo quei secondi per tirare fuori lo smartphone e impostarlo per fare la foto mi hanno sottratto preziosi momenti di bellezza e di vita. Mentre mi preparavo a fare la foto al lago, è passato un airone cenerino, in volo e ha emesso un verso che nelle mie orecchie è riecheggiato come una pernacchia: ben ti sta, ti sei perso una delle cose più belle della tua giornata!





martedì 24 maggio 2022

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 Facebook, le condivisioni...


Postiamo scritti, foto, video o altro sui nostri diari. E poi finiscono sulla bacheca pubblica in visione ai nostri contatti. E aspettiamo che giungano i likes. Se dopo mezz'ora abbiamo preso meno di 5 likes, che si fa? Li condividiamo e appaiono di nuovo sulla sul nostro diario e di conseguenza, sulla bacheca pubblica. Il sottotesto sottinteso è: ma come, non avete visto la cosa della massima importanza da far impallidire i massimi sistemi che ho postato? Dico io, ma perchè Facebook non crea un emoj che dovrebbe significare, più o meno: "l'abbiamo visto, il tuo post, ma non ce ne frega un cazzo!"? Ci eviterebbe un sacco di perdite di tempo!

Facebook, i gruppi.

In Facebook c'è la possibilità di creare gruppi a cui si può aderire, che trattano i più svariati argomenti. Dalle frasi che intercorrono fra commessi e clienti ai collezionisti di piante grasse. La maggior parte di questi gruppi non sono altro che l'estensione dell'ego dei suoi creatori che vengono definiti con la solenne e impegnativa definizione di "Amministratori". Questi creatori di gruppi, per assicurarsi che i gruppi stessi diano lustro e nessun altro che a se stessi, introducono dei filtri all'ingresso (domande a cui rispondere), e aggiungono un elenco di regole da rispettare. Ad esempio che non si possono postare nei suddetti gruppi link esterni di blog o altro che potrebbero dare una certa notorietà a chi li posta. La notorietà su Facebook è un reato...specie se lo fa a spese di altri che ne vogliono solo per se stessi. Così però i gruppi hanno pochi affiliati. Quindi poichè i soli "Amministratori" possono postare tutto quello che vogliono ed hanno quindi interesse a restare nei detti gruppi, che si fa? Si nominano 40 "Amministratori". Così la forma è salva ma il gruppo è sputtanato. Sotto questo profilo ( non il profilo utente, gergo giuridico, intendo) Facebook diventa la testimonianza della percentuale di diffusione di schizofrenia non diagnosticata.







sabato 21 maggio 2022

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 Facebook: foto e commenti su eventi culturali...

Molti su Facebook, postano foto di presentazioni di libri, di mostre d'arte, di visite a musei, pieces teatrali a cui hanno assistito...Lo scopo principale è dire ai tuoi contatti: oh, come sono impegnato, morite pure voi, davanti alla Tv a guardare Uomini e Donne e C'è Posta per te.

Ipotesi numero due...

Sono andato alla presentazione del tale scrittore famoso, ergo, anch'io sono gramourosamente parte di quel mondo e la sua luce illumina la mia vita in ombra. Così brillo molto più di molti altri. Commento: anche le mine, brillano!

Ipotesi numero 3...

Voglio divulgare delle opere indimenticabili (Ma se sono indimenticabili ci ha già pensato la Tv a divulgarle, no?).

Se invece postate foto di presentazioni di autori non famosi o glamour, ciò vuol dire che vi state rassegnando a non prendere likes...Ma allora cosa ci state a fare su Facebook?

Ps: Io posto queste cose...

martedì 17 maggio 2022

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Facebook, i compleanni.


Facebook è il social re dei compleanni. Diciamo che ricordare in automatico i compleanni dei tuoi contatti è una funzione utile. Spesso quando c'è il compleanno di qualche tuo amico, Facebook ti suggerisce di fare un post ad hoc recuperando qualche foto d'infanzia postata in passato e chi sa quando che vi ritrae insieme o che ritrae il festeggiato ( o la festeggiata) da piccolo o da ragazzo. Quindi il post, che puoi corredare del classico “Auguri” e “figli maschi”, se volete essere un po' ironici, (nel caso il vostro contatto sia gay, ma non l'ha mai dichiarato è la gaffe perfetta, ma voi non lo saprete mai, perchè lui vi fa sapere di lui quello che vuole...che è poi a questo che serve Facebook), reca sotto una bella foto di quando lui o lei pesavano 66 chili...e glielo ricordate ora che ne pesa 99. Molti postano una propria foto a suggello dell'evento sotto la quale posizionare i tuoi like o i cuoricini del caso e qualche commento. Chi mette like semplici non se ne frega niente che sia il vostro compleanno e tanto vale che non metta alcun like, ma il fatto di metterlo e senza aggiungere commenti sta a significare che egli o ella vogliano comunicarvi proprio questo concetto. Se metti una foto, bella, particolare ( se hai superato gli anta a mezzo busto, onde evitare di mostrare inestetismi imbarazzanti), il numero dei like è consistente. Se non posti nulla, piovono gli auguri dei tuoi contatti sul tuo diario, (in misura minore, però) spesso corredati da commenti preoccupati, se non hai messo foto o non ti fai sentire da tempo. “Sentire” da tempo, su Fecebook, gli si cecasse un occhio se telefonano, nel frattempo. Per il sottoscritto, tali commenti, sono benauguranti, ma è buona norma compiere i soliti rituali apotropaici d'occasione. Non si sa mai. Ah, un'altra cosa. Facebook toglie l'impegno che un amico vero dovrebbe prendersi di telefonare al festeggiato...è l'alibi perfetto per dirti, quanco ti incontrano, poco dopo il compleanno: ti ho fatto gli auguri su Facebook. Fammi una telefonata o vieni a trovarmi, no?...Magari fammi una telefonata e vieni a trovarmi. Secondo questa sequenza. Odio sentire il citofono mentre sto facendo sesso! Una menzione speciale devo farla per quelli che ti inviano un messaggio di auguri personale su messenger. Be', questi hanno trovato un po' di tempo per prendersi la briga di farlo. Potrebbe essere un buon indizio di stima reale nei tuoi riguardi.





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Facebook, quando ti tolgono l'amicizia.


Capita sovente che qualche tuo contatto, per svariati motivi ti tolga l'amicizia. Io me ne accorgo perchè magari non vedo i suoi post oppure non noto più alcun suo commento sui miei. Like in genere non ne mettevano. E' un meccanismo alquanto perverso, perchè non c'è alcun modo per capire chi ti ha abbandonato come “amicizia”, se non accorgendotene tu molto tempo dopo. Spesso chi ti toglie l'amicizia ti “blocca”, meccanismo che non consente di vedere più il profilo di chi ti ha lasciato. Perchè accade che ti tolgano l'amicizia? Rispondo con una domanda: perchè te l'avevano chiesta? Il mio profilo è libero e visibile da tutti, se uno si vuol fare un'idea delle cose che scrivo ed esprimo, basta dare un'occhiata prima. E' proprio così insopportabile quello che ho scritto? Non credo, questo accade secondo me perchè vale la regola di Platone: sono tutti tuoi amici finchè non dici cosa pensi. A quel punto, gli italiani, che dico, tutto il mondo, proverà fastidio per le tue opinioni se non collimano con le loro. Il partito degli ultras e dei tifosi è molto esteso. Opinioni in: politica, sport o costume sociale, finiscono per urtare suscettibilità. Allora perchè mi avete chiesto l'amicizia? Per aumentare il numero dei followers? Forse no, se no non me l'avreste tolta. I motivi sono molti e generalmente non do alla questione molta importanza, ne', come molti fanno, mi precipito affannosamente a recuperare qualche altra amicizia per rimpinguare il numero dei miei followers. E il mio sistema nervoso resta intatto...constato solo che avere opinioni diverse urta la suscettibilità in special modo di quelli che si ritengono democratici e tolleranti. Perchè non c'è tappo di spumante più pronto ad esplodere di quello che contiene uno sforzo di sopportazione. Rassegnatevi, non cambierò opinione e se “ve ne siete andati” non eravate miei amici sul serio. Io ho amici fascisti, cattolici, buddisti,mussulmani, comunisti, anarchici e continuerò ad averli...perchè sono miei amici soprattutto nella vita. E mi hanno conosciuto veramente, dal vivo. Avermi come amico su Facebook , per loro significa continuare a leggere le mie “baggianate” anche quando non mi hanno davanti e possono sfottermi di persona. Amen.

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Facebook, le “storie” e il numero di followers.


In cima alla pagine generale, alla bacheca diario, quando apri Facebook, ci sono le cosiddette storie. Qualcosa che qualcuno vuol mettere in evidenza, generalmente video o belle foto, raramente aforismi, battute e slogan. Sapete chi è uno dei pochi che mette scritti o racconti? Non potete sbagliare...io. Se aprite la vistra “Storia”, in calce appare chi l'ha visualizzata. E' in quel momento che vi accorgete dei guardoni. In genere sono molto visualizzate da questi guardoni che si esercitano nel loro masochismo perchè crepano di invidia oppure nel loro godimento, se la storia è triste, o riguarda un lutto o un incidente, malattia o altre catastrofi che possono capitarti. Io li vedo sempre i miei voyeurs e non so se sanno che c'è questa possibilità, ma magari lo sanno e corrono il rischio si essere scoperti. Sotto questo profilo Facebook è un social che ti consente di smascherare la gente falsa. Ci sono anche altri modi, per scoprire i falsi che ti seguono. Ad esempio non mettono mai un like se prima non lo metti a qualcosa che hanno postato loro e sono sicuro, che se poi mettono un like a qualcosa che hai scritto, nemmeno lo leggono. Hanno la personalità di un criceto che fa il tapis roulant su una ruota in una gabbia senza mai chiedersi quando arriva nel posto dove dovrebbe arrivare. Ma quale può essere uno dei motivi per cui avete queste persone fra i vostri contatti e perchè vi hanno chiesto l'amicizia? Spesso , abbiamo detto, è per spiarvi. Ma anche , e questo riguarda quelli che non mettono mai likes a te ma ci tengono a prenderli loro, per aumentare il numero di followers. Più followers hai, più ti senti figo, il tuo prestigio social aumenta e più fai crepare d'invidia gli altri. Il numero massimo di followers che si può raggiungere è 5000 e a quel punto apri un secondo profilo. Ovviamente è del tutto impossobile, nemmeno vivendo su Facebook tutto il tempo, avere contatti virtuali di qualsiasi tipo con 5000 followers...sono lì a fare numero. A questo punto diciamo qualcosa di quelli che hanno pochi followers o meno di altri: questo fatto crea loro qualche scompenso emozionale, per cui, cosa fanno? Nascondono la possibilità di vedere quanti followers hanno a loro volta (Facebook lo consente con una funzione). Matematico Watson. Certo, ci sono anche quelli che nascondono i followers per non fare vedere chi c'è fra i loro seguitori...se magari ci sono escort o affini. Questi li becchi sempre quando qualche volta ricevi una notifica di amicizia, di qualcuno che vuole diventare tuo amico virtuale: Facebook dà la possibilità di vedere se fra i seguitori di questo contatto che chiede la tua amicizia ci sono amici in comune con te. E così scopri che le anime belle hanno sempre qualche scheletruccio negli armadi. Naturalmente a me non importa, perchè io non giudico mai nessuno né per gusti sessuali, né tantomeno per idee politiche , religioni od opinioni diverse dalle mie. Questi che non la pensano come me o non sono fra i miei contati o se lo sono, si guardano bene dal postare commenti che tracimano in volgarità o estremismi. Altrimenti li cancello dalle mie amicizie.


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Facebook, tipologie di utenti.


Dunque, su Facebook ci sono diverse tipologie di utenti. Alcuni si iscrivono per crearsi una propria bolla che li faccia sentire qualcuno, perchè nella vita reale probabilmente si sentono dele merde( viviamo inn una società di questo tipo, che ti fa sentire un inetto se non sei considerato socialmente. Ma questo è un altro tema). Se ti circondi di contatti amici o compacenti che approvano le cose che scrivi o posti, hai come l'impressione che esista un mondo per cui tu conti veramente e che in questo mondo la tua opinione conti davvero. Purtroppo non è affatto così. Puoi vivere nella tua bolla dorata virtuale e sentirti qualcuno, però poi fuori prendi calci nel di dietro da tutti. Be', due domandine me le farei, a questo punto. Poi ci sono quelli che hanno la fissa del cercare gli amici d'infanzia, i compagni di scuola, i compagni di pallone, quelli di biliardo e di freccette al pub, che una volta, in pieno delirio alcolico, hai centrato nei glutei. Per esperienza diretta, in questo caso, quelli che ti tenevano sul grugno prima non vedo perchè dovrebbero cambiare opinione su di te. Magari tu sei cresciuto, sei maturato, sei cambiato, ma non aspettarti che valga per tutti. Qualcuno può essersi involuto, non è detto. Io per esempio avevo degli amici che leggevano libri, erano impegnati nel sociale, poi d'improvviso, una volta sposati, non leggono più, non si interessano più di nulla a meno che non riguardi la stretta cerchia della propria famiglia e dei propri interessi. Avevo un amico che all'università mi stressava per vendermi il giornale “Lotta Comunista”. Lo trovai su Facebook che viveva a Roma, si era sposato e lavorava per Mac Donald. Era laureato in chimica e indovinate che lavoro faceva per Mac Donald ( me lo confessò candidamente dimenticandosi del giornale che vendeva e forse non leggeva, mi viene da chiedermi a questo punto)? Come chimico studiava sapori che creassero dipendenza nei clienti. Sapori che, assaporati nell'infanzia, uno , proustianamente, avrebbe ricercato ossessivamente anche da adulto. Ricordate la “madelain” di Poust, quel biscotto che evocava mille ricordi, che ha fatto scuola in letteratura ma anche evidentemente nella chimica gastronomica? Io mi rocordo i panini di Mimino, sotto casa, con tonno e giardiniera, quelli si che erano sapori...e potrai girare tutto il mondo non li ritroverai più. Nemmeno i panini a 500 lire, se è per questo. Poi ci sono quelli che si mettono su Facebook per farsi invidiare. Sono una genia molto estesa. Postano foto di eventi a cui partecipano, alcuni anche culturali, ma soprattutto mondani. Viaggi fantasmagorici e tropicali, con primi piani di aragoste , ostriche e caviale. Oppure postano foto di se stessi in barca, al mare, mentre solcano l'adriatico, correndandole di commenti beffardi nei confronti di quelli del sud che per necessità o scelta sono emigrati al nord, a Milano in special modo. Il fatto che solchino mari completamente privi ormai di ricci( del tutto eradicati dalla pesca indiscriminata per soddisfare l'industria del ricciosul mare) e che il mare in cui si bagnano sia inquinato di coli fecali provenienti dai loro stessi cessi delle loro stesse ville abusive costruite sul mare, pieno di catrame e di diossina di relitti di navi affondate e mai recuperate, che quel mare sia una discarica abusiva di Eternit , che a Manfredonia , faccio un esempio, in Puglia, l'Enichem ha riversato per anni rifiuti chimici senza nessun depuratore a filtrare e che a Taranto ci sia l'Ilva e a Cerano, vicino Brindisi, ci sia una Centrale a Carbone, aggiungendo i mille sansifici che svaporano nell'aria veleni ad libitum , non li scoraggia di certo. Potrebbero fare il bagno nei liquami e dire che è argilla., pur di farsi invidiare. Io ho parlato della Puglia, perchè conosco bene la mia terra, ma queste considrazioni si possono fare per mille altri posti. Come per esempio accade in Sicilia con i coli fecali che da dieci anni imperversano sulle coste di molti areali marini. Poi, ancora, ci sono i voyeur. Quelli che stanno su Facebook per farsi i fatti degli altri ( dimenticando però che gli atri mettono solo fatti positivi ed esaltanti o spacciati come tali) e non postano mai nulla di se stessi. Solo qualche rara foto per lo più insignificante, con l'intento di far sapere a tutti, che loro ci sono e che guardano. E ancora ci sono quelli che , Facebook fa schifo e che mettono in pausa il profilo per mesi, poi riappaiono, poi scompaiono, perchè magari si stressano a vedere che agli altri va tutto a gonfie vele, che sono felici e ridono su una barca a vela pasteggiando a champagne. Tanto non sapranno mai che la barca è a noleggio o che lo champagne è spumante d'hard discount. E però riappaiono sempre...la curiosità è troppa e non ce la fanno mai a cancellarsi del tutto. E io? Io sono uno che c'è cascato e lotta per un uso meno banale possibile di questo mezzo. Ma so già che ho fallito, perchè se cerchi di usare Facebook in modo virtuoso, fai come quello che vuole fumare di qualità e lo fa con sigarette di marca e solo quando ne ha voglia. Ma la nicotina non ti consente questa gestione del fumo, la nicotina dà effetti solo se ne fumi sempre...ogni giorno. Altrimenti non c'è gusto.


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 Facebook: la fregola di postare qualcosa per forza... Postare qualcosa per forza, per far vedere che giri, viaggi, mangi, fai cose, incontr...