Facebook, le condivisioni...
martedì 24 maggio 2022
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sabato 21 maggio 2022
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Facebook: foto e commenti su eventi culturali...
Molti su Facebook, postano foto di presentazioni di libri, di mostre d'arte, di visite a musei, pieces teatrali a cui hanno assistito...Lo scopo principale è dire ai tuoi contatti: oh, come sono impegnato, morite pure voi, davanti alla Tv a guardare Uomini e Donne e C'è Posta per te.
Ipotesi numero due...
Sono andato alla presentazione del tale scrittore famoso, ergo, anch'io sono gramourosamente parte di quel mondo e la sua luce illumina la mia vita in ombra. Così brillo molto più di molti altri. Commento: anche le mine, brillano!
Ipotesi numero 3...
Voglio divulgare delle opere indimenticabili (Ma se sono indimenticabili ci ha già pensato la Tv a divulgarle, no?).
Se invece postate foto di presentazioni di autori non famosi o glamour, ciò vuol dire che vi state rassegnando a non prendere likes...Ma allora cosa ci state a fare su Facebook?
Ps: Io posto queste cose...
martedì 17 maggio 2022
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Facebook, i compleanni.
Facebook è il social re dei compleanni. Diciamo che ricordare in automatico i compleanni dei tuoi contatti è una funzione utile. Spesso quando c'è il compleanno di qualche tuo amico, Facebook ti suggerisce di fare un post ad hoc recuperando qualche foto d'infanzia postata in passato e chi sa quando che vi ritrae insieme o che ritrae il festeggiato ( o la festeggiata) da piccolo o da ragazzo. Quindi il post, che puoi corredare del classico “Auguri” e “figli maschi”, se volete essere un po' ironici, (nel caso il vostro contatto sia gay, ma non l'ha mai dichiarato è la gaffe perfetta, ma voi non lo saprete mai, perchè lui vi fa sapere di lui quello che vuole...che è poi a questo che serve Facebook), reca sotto una bella foto di quando lui o lei pesavano 66 chili...e glielo ricordate ora che ne pesa 99. Molti postano una propria foto a suggello dell'evento sotto la quale posizionare i tuoi like o i cuoricini del caso e qualche commento. Chi mette like semplici non se ne frega niente che sia il vostro compleanno e tanto vale che non metta alcun like, ma il fatto di metterlo e senza aggiungere commenti sta a significare che egli o ella vogliano comunicarvi proprio questo concetto. Se metti una foto, bella, particolare ( se hai superato gli anta a mezzo busto, onde evitare di mostrare inestetismi imbarazzanti), il numero dei like è consistente. Se non posti nulla, piovono gli auguri dei tuoi contatti sul tuo diario, (in misura minore, però) spesso corredati da commenti preoccupati, se non hai messo foto o non ti fai sentire da tempo. “Sentire” da tempo, su Fecebook, gli si cecasse un occhio se telefonano, nel frattempo. Per il sottoscritto, tali commenti, sono benauguranti, ma è buona norma compiere i soliti rituali apotropaici d'occasione. Non si sa mai. Ah, un'altra cosa. Facebook toglie l'impegno che un amico vero dovrebbe prendersi di telefonare al festeggiato...è l'alibi perfetto per dirti, quanco ti incontrano, poco dopo il compleanno: ti ho fatto gli auguri su Facebook. Fammi una telefonata o vieni a trovarmi, no?...Magari fammi una telefonata e vieni a trovarmi. Secondo questa sequenza. Odio sentire il citofono mentre sto facendo sesso! Una menzione speciale devo farla per quelli che ti inviano un messaggio di auguri personale su messenger. Be', questi hanno trovato un po' di tempo per prendersi la briga di farlo. Potrebbe essere un buon indizio di stima reale nei tuoi riguardi.
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Facebook, quando ti tolgono l'amicizia.
Capita sovente che qualche tuo contatto, per svariati motivi ti tolga l'amicizia. Io me ne accorgo perchè magari non vedo i suoi post oppure non noto più alcun suo commento sui miei. Like in genere non ne mettevano. E' un meccanismo alquanto perverso, perchè non c'è alcun modo per capire chi ti ha abbandonato come “amicizia”, se non accorgendotene tu molto tempo dopo. Spesso chi ti toglie l'amicizia ti “blocca”, meccanismo che non consente di vedere più il profilo di chi ti ha lasciato. Perchè accade che ti tolgano l'amicizia? Rispondo con una domanda: perchè te l'avevano chiesta? Il mio profilo è libero e visibile da tutti, se uno si vuol fare un'idea delle cose che scrivo ed esprimo, basta dare un'occhiata prima. E' proprio così insopportabile quello che ho scritto? Non credo, questo accade secondo me perchè vale la regola di Platone: sono tutti tuoi amici finchè non dici cosa pensi. A quel punto, gli italiani, che dico, tutto il mondo, proverà fastidio per le tue opinioni se non collimano con le loro. Il partito degli ultras e dei tifosi è molto esteso. Opinioni in: politica, sport o costume sociale, finiscono per urtare suscettibilità. Allora perchè mi avete chiesto l'amicizia? Per aumentare il numero dei followers? Forse no, se no non me l'avreste tolta. I motivi sono molti e generalmente non do alla questione molta importanza, ne', come molti fanno, mi precipito affannosamente a recuperare qualche altra amicizia per rimpinguare il numero dei miei followers. E il mio sistema nervoso resta intatto...constato solo che avere opinioni diverse urta la suscettibilità in special modo di quelli che si ritengono democratici e tolleranti. Perchè non c'è tappo di spumante più pronto ad esplodere di quello che contiene uno sforzo di sopportazione. Rassegnatevi, non cambierò opinione e se “ve ne siete andati” non eravate miei amici sul serio. Io ho amici fascisti, cattolici, buddisti,mussulmani, comunisti, anarchici e continuerò ad averli...perchè sono miei amici soprattutto nella vita. E mi hanno conosciuto veramente, dal vivo. Avermi come amico su Facebook , per loro significa continuare a leggere le mie “baggianate” anche quando non mi hanno davanti e possono sfottermi di persona. Amen.
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Facebook, le “storie” e il numero di followers.
In cima alla pagine generale, alla bacheca diario, quando apri Facebook, ci sono le cosiddette storie. Qualcosa che qualcuno vuol mettere in evidenza, generalmente video o belle foto, raramente aforismi, battute e slogan. Sapete chi è uno dei pochi che mette scritti o racconti? Non potete sbagliare...io. Se aprite la vistra “Storia”, in calce appare chi l'ha visualizzata. E' in quel momento che vi accorgete dei guardoni. In genere sono molto visualizzate da questi guardoni che si esercitano nel loro masochismo perchè crepano di invidia oppure nel loro godimento, se la storia è triste, o riguarda un lutto o un incidente, malattia o altre catastrofi che possono capitarti. Io li vedo sempre i miei voyeurs e non so se sanno che c'è questa possibilità, ma magari lo sanno e corrono il rischio si essere scoperti. Sotto questo profilo Facebook è un social che ti consente di smascherare la gente falsa. Ci sono anche altri modi, per scoprire i falsi che ti seguono. Ad esempio non mettono mai un like se prima non lo metti a qualcosa che hanno postato loro e sono sicuro, che se poi mettono un like a qualcosa che hai scritto, nemmeno lo leggono. Hanno la personalità di un criceto che fa il tapis roulant su una ruota in una gabbia senza mai chiedersi quando arriva nel posto dove dovrebbe arrivare. Ma quale può essere uno dei motivi per cui avete queste persone fra i vostri contatti e perchè vi hanno chiesto l'amicizia? Spesso , abbiamo detto, è per spiarvi. Ma anche , e questo riguarda quelli che non mettono mai likes a te ma ci tengono a prenderli loro, per aumentare il numero di followers. Più followers hai, più ti senti figo, il tuo prestigio social aumenta e più fai crepare d'invidia gli altri. Il numero massimo di followers che si può raggiungere è 5000 e a quel punto apri un secondo profilo. Ovviamente è del tutto impossobile, nemmeno vivendo su Facebook tutto il tempo, avere contatti virtuali di qualsiasi tipo con 5000 followers...sono lì a fare numero. A questo punto diciamo qualcosa di quelli che hanno pochi followers o meno di altri: questo fatto crea loro qualche scompenso emozionale, per cui, cosa fanno? Nascondono la possibilità di vedere quanti followers hanno a loro volta (Facebook lo consente con una funzione). Matematico Watson. Certo, ci sono anche quelli che nascondono i followers per non fare vedere chi c'è fra i loro seguitori...se magari ci sono escort o affini. Questi li becchi sempre quando qualche volta ricevi una notifica di amicizia, di qualcuno che vuole diventare tuo amico virtuale: Facebook dà la possibilità di vedere se fra i seguitori di questo contatto che chiede la tua amicizia ci sono amici in comune con te. E così scopri che le anime belle hanno sempre qualche scheletruccio negli armadi. Naturalmente a me non importa, perchè io non giudico mai nessuno né per gusti sessuali, né tantomeno per idee politiche , religioni od opinioni diverse dalle mie. Questi che non la pensano come me o non sono fra i miei contati o se lo sono, si guardano bene dal postare commenti che tracimano in volgarità o estremismi. Altrimenti li cancello dalle mie amicizie.
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Facebook, tipologie di utenti.
Dunque, su Facebook ci sono diverse tipologie di utenti. Alcuni si iscrivono per crearsi una propria bolla che li faccia sentire qualcuno, perchè nella vita reale probabilmente si sentono dele merde( viviamo inn una società di questo tipo, che ti fa sentire un inetto se non sei considerato socialmente. Ma questo è un altro tema). Se ti circondi di contatti amici o compacenti che approvano le cose che scrivi o posti, hai come l'impressione che esista un mondo per cui tu conti veramente e che in questo mondo la tua opinione conti davvero. Purtroppo non è affatto così. Puoi vivere nella tua bolla dorata virtuale e sentirti qualcuno, però poi fuori prendi calci nel di dietro da tutti. Be', due domandine me le farei, a questo punto. Poi ci sono quelli che hanno la fissa del cercare gli amici d'infanzia, i compagni di scuola, i compagni di pallone, quelli di biliardo e di freccette al pub, che una volta, in pieno delirio alcolico, hai centrato nei glutei. Per esperienza diretta, in questo caso, quelli che ti tenevano sul grugno prima non vedo perchè dovrebbero cambiare opinione su di te. Magari tu sei cresciuto, sei maturato, sei cambiato, ma non aspettarti che valga per tutti. Qualcuno può essersi involuto, non è detto. Io per esempio avevo degli amici che leggevano libri, erano impegnati nel sociale, poi d'improvviso, una volta sposati, non leggono più, non si interessano più di nulla a meno che non riguardi la stretta cerchia della propria famiglia e dei propri interessi. Avevo un amico che all'università mi stressava per vendermi il giornale “Lotta Comunista”. Lo trovai su Facebook che viveva a Roma, si era sposato e lavorava per Mac Donald. Era laureato in chimica e indovinate che lavoro faceva per Mac Donald ( me lo confessò candidamente dimenticandosi del giornale che vendeva e forse non leggeva, mi viene da chiedermi a questo punto)? Come chimico studiava sapori che creassero dipendenza nei clienti. Sapori che, assaporati nell'infanzia, uno , proustianamente, avrebbe ricercato ossessivamente anche da adulto. Ricordate la “madelain” di Poust, quel biscotto che evocava mille ricordi, che ha fatto scuola in letteratura ma anche evidentemente nella chimica gastronomica? Io mi rocordo i panini di Mimino, sotto casa, con tonno e giardiniera, quelli si che erano sapori...e potrai girare tutto il mondo non li ritroverai più. Nemmeno i panini a 500 lire, se è per questo. Poi ci sono quelli che si mettono su Facebook per farsi invidiare. Sono una genia molto estesa. Postano foto di eventi a cui partecipano, alcuni anche culturali, ma soprattutto mondani. Viaggi fantasmagorici e tropicali, con primi piani di aragoste , ostriche e caviale. Oppure postano foto di se stessi in barca, al mare, mentre solcano l'adriatico, correndandole di commenti beffardi nei confronti di quelli del sud che per necessità o scelta sono emigrati al nord, a Milano in special modo. Il fatto che solchino mari completamente privi ormai di ricci( del tutto eradicati dalla pesca indiscriminata per soddisfare l'industria del ricciosul mare) e che il mare in cui si bagnano sia inquinato di coli fecali provenienti dai loro stessi cessi delle loro stesse ville abusive costruite sul mare, pieno di catrame e di diossina di relitti di navi affondate e mai recuperate, che quel mare sia una discarica abusiva di Eternit , che a Manfredonia , faccio un esempio, in Puglia, l'Enichem ha riversato per anni rifiuti chimici senza nessun depuratore a filtrare e che a Taranto ci sia l'Ilva e a Cerano, vicino Brindisi, ci sia una Centrale a Carbone, aggiungendo i mille sansifici che svaporano nell'aria veleni ad libitum , non li scoraggia di certo. Potrebbero fare il bagno nei liquami e dire che è argilla., pur di farsi invidiare. Io ho parlato della Puglia, perchè conosco bene la mia terra, ma queste considrazioni si possono fare per mille altri posti. Come per esempio accade in Sicilia con i coli fecali che da dieci anni imperversano sulle coste di molti areali marini. Poi, ancora, ci sono i voyeur. Quelli che stanno su Facebook per farsi i fatti degli altri ( dimenticando però che gli atri mettono solo fatti positivi ed esaltanti o spacciati come tali) e non postano mai nulla di se stessi. Solo qualche rara foto per lo più insignificante, con l'intento di far sapere a tutti, che loro ci sono e che guardano. E ancora ci sono quelli che , Facebook fa schifo e che mettono in pausa il profilo per mesi, poi riappaiono, poi scompaiono, perchè magari si stressano a vedere che agli altri va tutto a gonfie vele, che sono felici e ridono su una barca a vela pasteggiando a champagne. Tanto non sapranno mai che la barca è a noleggio o che lo champagne è spumante d'hard discount. E però riappaiono sempre...la curiosità è troppa e non ce la fanno mai a cancellarsi del tutto. E io? Io sono uno che c'è cascato e lotta per un uso meno banale possibile di questo mezzo. Ma so già che ho fallito, perchè se cerchi di usare Facebook in modo virtuoso, fai come quello che vuole fumare di qualità e lo fa con sigarette di marca e solo quando ne ha voglia. Ma la nicotina non ti consente questa gestione del fumo, la nicotina dà effetti solo se ne fumi sempre...ogni giorno. Altrimenti non c'è gusto.
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Facebook, tu metti mi piace a me che io metto mi piace a te...
Dunque, i like ai post che mettiamo sulla nostra pagina sono uno strumento che agisce attivando la dopamina. Questa sostanza genera soddisfazioneo, perlomeno, una certa qual forma di soddisfazione che per taluni coincide con la felicità. Chi ha inventato Facebook, questo meccanismo lo conosce bene, per questo non gli darò un like. Direi che tutta la faccenda è un solenne imbroglio. Tutti quelli che si sono creati un profilo su Facebook lo hanno fatto per mostrare se stessi, o meglio, la migliore versione di se stessi. E' naturale che anelino all'approvazione sociale virtuale. Ma questo meccanismo del like, vediamo come funziona, veramente. Se scrivi qualcosa di geniale o posti una bella foto, spesso i tuoi contatti sono portati a suggellare il tuo stato con un like. Ma se vuoi veramente prendere valanghe di like, delle due l'una, o metti like a manetta a tutto ciò che hanno postato i tuoi contatti, inclusi gatti, piatti di rigatoni, selfie da fighi tagliando dalla foto la pancia, fiori di campo, cani, ancora gatti, generando una sorta di obbligazione morale, oppure te li compri. Come? Mandando un invito su messenger ( il sistema di messaggistica privato sempre di Facebook, per chi non lo sapesse) ai tuoi contatti con la preghiera di suggellare la poesiola postata, o le frasi ad effetto, o la foto di un selfie o, perchè no, di un dipinto, di una scultura o del tuo arrivo al 125 esimo posto nella maratona di Barnalda ( lo so, Bernarda è il paese d'origine di Francis Ford Coppola, non vi alterate, da quelle parti). Lo scopo e far vedere agli altri che il tuo post ha preso una valanga di like. Un trucco bello e buono, perchè si basa sulla fiducia che i tuoi contatti hanno riposto in te e guai a non aderire...se la segnano a vita! E' un po' come vincere i cento metri contro altri concorrenti che hanno i piedi infilati nei sacchi. Soddisfatti voi! E, ovviamente, nella rincorsa al like, ricavata dal mettere i like agli altri, te ne freghi altamente di cosa hanno postato...incorrendo spesso e volentieri nel ridicolo e nell'incoerenza: adesempio un mio contatto fascista dichiarato, ha messo un like al mio post in favore dei partigiani sul 25 aprile, perchè voleva che un suo post in cui era ritratto a spolparsi un maialino sardo, venisse suffragato dal maggior numero di like possibili. Non ce la possiamo fare. Da tutto ciò, ne deriva, che se volessimo leggere veramente tutto e metterci un like perchè lo abbiamo, letto o guardato realmente, dovremmo vivere su Facebook. Come si fa quindi ad esaltarsi per un post che ha totalizzato 400 like, quando l'ottanta per cento li hai presi in questo modo? Più che dopamina qui entra in azione la stupidera.
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Facebook, come guadagna?
Spiegare come guadagna Facebook è semplice. Gli inserzionisti che usano le pagine Facebook per pubblicizzare i propri brand pagano a Facebook un tot per ogni clickche ricevono sulla loro inserzione (click sta per entrare nella pagina). Moltiplicate questo per milioni di persone nelmondo e potete immaginare quale sia il guadagno. Inoltre, Facebook, non ha bisogno di vendere i vostri dati, le vostre opinioni, i gusti gastronomici o le tendenze sessuali, perchè ci pensa l'algoritmo. E' l'algoritmo che fa apparire sulla bacheca generale le inserzioni che possono interessarvi, in relazione a come vi siete espressi sul vostro diario. Naturalmente sbagliano le persone, figuriamoci un meccanismo informatico come l'algoritmo...infatti spesso e volentieri io ho visto apparire sulla bacheca che scorro di tanto in tanto, pubblicità di brand da mettere in relazione con quello che avevo scritto, postato o cercato addirittura su Google. Volete un esempio? Stavo cercando per delle ricerche sui libri che scrivo, notizie sui Toy Boys, ossia su quei giovani virgulti fisicati che cedono le loro grazie corporee a donne più grandi di loro, senza necessariamente farlo a fini prostitutivi ( oddio, ci sono anche quelli), che ecco che l'algoritmo, l'intelligentone, ha fatto apparire sulla mia bacheca un mucchio di pubblicità di Sex Toys. Se l'algoritmo fosse umano e potesse ascoltarmi, mi sentirei semplicemente di dirgli, ma cosa me ne faccio , io, di un vibratore? Dovrei usarlo come soprammobile? Per contro scommetto che se qualcuno volesse invece usufruire dei suddetti Sex Toys ( i gusti sono gusti e io non giudico nessuno) troverebbe la sua bacheca di Facebook costellata di annunci di Toy Boys. Ma temo che, a differenza mia, saprebbe cosa farsene.
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Facebook, ha spalancato le porte agli opinionisti da bar che bevono a casa...
Facebook, l'abbiamo detto mille volte in mille luoghi, è un fornitore di connessione. Poi l'utente riversa sul suo diario e nella bacheca generale tutto quello che vuole: informazioni, foto, battute, slogan, aforismi, ma anche e soprattutto opinioni. Va da sé che in un paese come il nostro dove 60 milioni di italiani pensano di essere presidenti del consiglio, allenatori della nazionale di calcio, presidenti o segretari di partito o capi della Confindustria, fornire uno strumento di diffusione delle proprie opioni come Facebook diventi una vera e propria manna per gli opinionisti da bar. Sapete quelli che una volta incontravate al bar e su qualsiasi argomento voi stavate discettando si inserivano per dire la loro? Ora stanno tutti su Facebook, nei bar non ci va più nessuno. E non per il Covid, fidatevi. Non devono neanche andare nei bar con le bariste bone, perchè le trovano su Facebook e possono persino chattarci insieme. Salvo poi scoprire che chattavano con Amadou Selassie, ossia un senegalese che si nascondeva dietro un'identità falsa. Faccio per dire, i nomi possono essere diversi, non lo sapremo mai. Così, a seconda degli argomenti attuali, tutti si sentono liberi di scrivere su Facebook la loro baggianata di turno. Non importa se siate ragionieri, geometri, architetti o professori universitari. Ci caschiamo tutti. Il dito trema sulla tastiera e reclama di esprimersi. E giù commenti, dibattiti, gente che vuole aver ragione a tutti i costi... passano le ore...e voi avete trascurato la vostra famiglia, i figli, le fidanzate, le amanti e tutto quanto poteva mettervi in contatto con il concetto di fare davvero qualcosa di utile per se stessi.
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Facebook, il social degli over ( e uno sguardo agli altri social network).
Come detto all'inizio, quindici o vent'anni fa, Facebook era il social più usato dai giovani. Nel corso dell'ultimo vent'ennio, sono sorti altri social che sono molto o poco frequentati in relazione alla fascia d'età degli utenti. Facebook è diventato un social per over 40 o 50 , o addirittura per Baby Boomers, quelli della generazione nata negli anni '40. Questi ultimi usano Facebook per la curiosità di cercare persone che frequentavano da giovani. Non tanto per rimorchiare, credo, nonostante i progressi nella chimica farmaceutica, quanto per vedere se sono ancora vivi. Per la maggior parte, invece, Facebook è frequentata da over 40 e over 50. Io faccio parte degli over 50. Per cui cerco amiche d'infanzia che non siano sposate o siano vedove, per vedere se devo ricorrere ai progressi della chimica farmaceutica o ancora no. Gli altri social sono frequentati da utenti che hanno altre fasce d'età. Tik Tok da utenti che hanno dai 16 ai 25 anni ( le eccezioni non mancano, ma rientrano nel novero delle attrazioni comiche del social), Instagram invece, in prevalenza, è frequentato da utendi dai 25 ai 40 anni massimo: tranne se non sei, quel tale, Gianluca Vacchi e hai tanti di quei soldi e tempo libero da sembrare fico anche a 50 anni. Lui crede per il fisico scolpito. Qualcuno gli dica che è per le modelle di cui si circonda in foto e video, non si sa mai si sia convinto che non sia così. Su Instagram se non hai gli addominali a tavoletta di cioccolato fondente e non fai almeno 600 trazioni alla sbarra, non ti ci mettere nemmeno. Poi c'è Twitter. Twitter è un social dove si postano frasi che non possono superare un certo numero di caratteri e mostra contenuti prevalentemente politici. E' la palestra preferita dai leoni da tastiera, il tempio delle offese gratuite, il luogo dove Italia Viva di Renzi sembra il partito di maggioranza relativa. Poi c'è Youtube. Su
Youtube , ma anche su Instagram e Tik Tok, mi dicono, che puoi anche fare soldi. Ma per fare soldi devi diventare uno “Youtuber”, che normalmente significa iscritto a
Youtube ma questo termine ormai sta diventando, per sineddoche, sinonimo di
“Attrazione della Rete.” In prevalenza si tratta di ragazzi giovani capaci di attrarre milioni di utenti iscritti a loro volta a Youtube, giovanissimi a loro volta. Questi adorano, letteralmente, i video che postano gli “Youtubers”. Ma devi essere giovanissimo e postare video, che ne so, di robottini da te progettati che combattono fra loro o video comici in cui si assiste a scherzi che non farebbero ridere nemmeno un prete mentre qualcuno gli solleticasse le ascelle con una piuma d'oca. O infine video in cui si commentano videogiochi. Questi ultimi, “spaccano”, come dicono i suddetti giovani. Come facciano ad avere successo ed ad avere così tante visualizzazioni, resta per me un mistero. Volete un esempio? Ho visto un video di uno di questi famigerati Youtuber in cui si rideva di alcuni surfisti, filmati nelle Hawai, che cadevano dal surf in mezzo alle onde. In sottofondo alle immagini lo Youtuber che commentava questo suo video rideva a crepapelle. Invece a me avrebbe fatto ridere vedere la faccia di questo quando qualcuno dei surfisti ripresi lo avesse incontrato dal vivo, un po' di tempo dopo. Questo sì, mi avrebbe fatto ridere a crepapelle.
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Facebook, gruppo su Bukowski.
Anni fa avevo creato su Facebook un gruppo su Bukowski. Sono un amante di questo scrittore di cui ho letto praticamente tutto ciò che è stato pubblicato in italiano. Desideravo condividere alcuni pezzi di suoi libri di racconti, romanzi, poesie...e volevo creare un dibattito sui suddetti pezzi che postavo. Inizialmente il gruppo, denominato, “Charles Bukowski, maestro di vita,” galleggiava intorno a un centinaio di iscritti. Poi, dopo qualche anno, improvvisamente hanno cominciato a fioccare le richieste di affiliazione. Insomma un gruppo che non arrivava che a cento iscritti è , in pochi mesi, arrivato, a ventimila affiliati. Tanto che ho nominato degli altri amministratori, perchè non riuscivo più a starci dietro. Ma “stranamente” il dibattito che volevo creare, non è mai decollato. Non è decollato all'inizio, quando non si arrivava a cento affiliati o iscritti, poi quando siamo diventati ventimila il gruppo è diventato un mercato cinese di animali infetti: frasi ad effetto ripetute ad libitum, scopiazzate da altri che le avevano scopiazzate a loro volta dal web , foto di donne seminude, frasi espunte da contesti tali da sembrare misogine, omofobiche, razziste e altre assurdità. Altro che dibattito! Tutto ciò mi portò all'amara constatazione che la maggior parte degli iscritti non aveva mai letto un libro di Bukowski. Ora, se avete letto anche un solo libro di Bukowski, che, è abbastanza noto, già aveva un difficile rapporto con i suoi lettori, quando era vivo, potrebbe venir facile immaginare come, il mai abbastanza compianto scrittore di Los Angeles, sarebbe volentieri sceso dal cielo per prendere a calci nel didietro tutti questi bontemponi che si erano divertirtiti a parcellizzarlo a mò di contenitore di messaggi da baci perugina in salsa strong! Morale, se amate uno scrittore, non create mai un gruppo su di lui...se gli avete voluto bene...e se non volete banalizzarlo. Ad un certo punto per entrare nel gruppo, o meglio, per essere ammessi ad entrare, avevo
messo un semplice filtro, consistente nel rispondere a tre semplici
domandine. Per capire il reale interesse verso lo scrittore. Ed evitare di associare proprio
tutti...anche quelli che avevano preso il gruppo come elenco di contatti per rimorchiare. Forse avevano già esaurito ogni credito nei gruppi dedicati, non so. E le domande in questione, erano queste: 1)Quali libri avete letto di Bukowski (almeno uno)?
2)Qual'era il nome che Bukowski usava come altter ego nei suoi
scritti?
3)Che tipo di musica ascoltava Bukowski.?
Le risposte, per chi conosceva questo autore erano davvero semplici. Bastava citare un solo libro scelto ( mi sarei accontentato), dire che il suo alter ego era Henry Chinasky e che la musica che gli piaceva ascoltare era quella classica. Beh, una quantità industriale di gente che voleva far parte del gruppo e chiedeva l'approvazione all'ingresso, o a quelle domande, non rispondeva nulla o rispondeva a vanvera. Tipo: non ho letto nessun libro, mi piacciono le frasi che leggo su internet (questa era una delle risposte più decenti e sincere), alter ego? Mickey Mouse (questa devo ancora capirla, magari erano mafiosi russi, quelli che rispondevano così) , musica che ascoltava? Rolling Stones. See, come no, fermiamoci a Rolling, le sostanze mettetecele voi!
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Facebook, il numero dei like....
Se scrivete qualcosa di interessante e bello e divertente ma anche solo commovente e prendete un numero di like sul post che avete creato inferiore a quello che prendono altri vostri contatti che hanno postato cose che ritenete meno interessanti delle vostre e questo vi deprime...dovete andare da uno psicanalista. Non c'è altra soluzione. Facebook è un fornitore di connessione e funziona come tutte le altre cose della vita reale: se siete ruffiani, finti, accattivanti e postate selfies con accanto personaggi famosi oppure dei vostri addominali scolpiti ( o non scolpiti trattenendo il fiato come faceva Maiorca) per sembrare in perfetta forma, o delle vostre mogli o fidanzate che sembrano modelle, prenderete migliaia di like. Se postate cose ancor più amene e prendete migliaia di like, spesso il gradimento è dato dalla vostra collocazione sociale, dal fatto che siete un professionista affermato nella vita reale e che siete, nella vita reale, apprezzato...per cui qualsiasi cosa scriviate o mettiate sul vostro diario sarà subissato di like. Se siete un medico , un avvocato, un professionista che ha fatto dei favori in giro , il numero dei like sulle cose che postate è rivolto a voi come persone o personaggi nella vita, non tanto ai contenuti. Se invece credete che siano ai vostri contenuti, dovete andare dallo psicanalista. Non c'è altra soluzione...Se siete già uno psicanalista dovete andare da un collega.
mercoledì 4 maggio 2022
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Facebook, il meccanismo del like...
Fb è un social basato sull'aumento delle endorfine da like. Tu scivi qualcosa o metti una foto sul diario del tuo profilo e automaticamente, passa sulla bacheca, che sarebbe quel rullo che mostra quello che hanno scritto tutti sui propri rispettivi profili. E tutti coloro con cui sei in contatto e sono associati come amici, virtuali o reali, questo lo vedremo poi, in teoria, lo leggono. Poi subentrano altri fattori, tipo che il tuo post è meno presente di altri sulla bacheca perchè Fb ha deciso così (loro dicono l'algoritmo, ma vai a sapere). Ora, se ai tuoi contatti piace quello che hai postato, che hai messo, sul tuo profilo e che passa sul rullo della bacheca( che scorri per vedere cosa hanno scritto tutti), cliccano su un tastino facendo apparire in calce al tuo post, il fatidico like: emoij rappresentato da un pugnetto chiuso con il pollice sollevato, che tanto piace al continente americano. Ultimamente sono stati aggiunti molti altri emoij, che, per comodità di esposizione, per non entrare troppo nel tecnico( a meno che il tecnico non sia una bionda con gli occhi azzurri e delle grandi tette), chiameremo "cazzilli"...Ecco, ultimamente puoi cliccare su questi cazzilli e farli apparire in calce ai post che ti piacciono...e questi nuovi cazzilli sono a forma di cuore, di abbraccio, di faccina stupefatta dal crack, faccina incazzata e faccina piangente. Detto questo, il numero di questi cazzilli sotto i tuoi post, determina, in genere l'umore di un utente fb per l'intero arco della giornata! Ora, poichè, è risaputo, che la popolazione mondiale non legge già più e che osservare un'immagine, non comporta alcuno sforzo mentale (rispetto al leggere un sia pur breve testo), già potete immaginare come la bacheca di Facebook sia piena di contenuti altamente pregnanti: foto di gatti, torte, piatti di cibi d'ogni natura, selfies, selfies truccati, selfies da truccati, cani, altri gatti, slogan, battute...insomma niente che richieda troppa spremitura di meningi. Resta da capire come il numero di like , messi su queste amenità , possa poi determinare lo stato di soddisfazione degli utenti per l'intera giornata. Aggiungiamo che la somma dell'osservazione di tali amenità, le quali prendono cazzilli in relazione proprio a tale amenità, comporta un dispendio di tempo , che se rivolto, per esempio, alla lettura o alla visione di un film, potrebbe acculturare la popolazione mondiale...che alla fine vi sorgerà l'interrogativo...ma perchè la gente ama facebook? Tenteremo di rispondere a questo nel corso delle prossime puntate.
lunedì 2 maggio 2022
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Facebook:
Quindici anni fa cercai di rimorchiare una ragazza in autobus. Le chiesi il cellulare. Lei mi guardò come un Tirannosaurus Rex ( anzi solo come Rex, il cane del commissario) e mi disse, aggiungimi su Facebook. Fine del romanticismo che sottende l'attesa di scambi ti telefonate reciproche. Mi iscrissi a Facebook e cercai il suo profilo. Ma dalle foto non la riconobbi. Cavolo aveva il doppio delle tette che le avevo visto nell'autobus. Possibile che in pochi giorni avesse potuto ricorrere ad un chirurgo plastico? O era ricorsa ad un programma per il ritocco delle foto? Ecco uno dei dilemmi che pone l'iscrizione ad un social network. E non è ne' sarà l'ultimo, temo.
Facebook, la mafia africana...
Sovente capita di ricevere richieste di amicizia di profili che mostrano bellissime donne bianche. Se accetti l'amicizia tempo zero e su messenger ti arriva il benvenuto. E' un benvenuto standard che credo copino traducendo delle sciocchezze che scrivono nella loro lingua su Google Translate e poi lo riversano su messenger. E suona quasi sempre così:" Buongiorno, sono una ragazza single, ho visto le tue foto su Facebook e sei un bell'uomo. Attualmente sto viaggiando in un paese chiamato Costa D'Avorio. Se rispondi segue richiesta di denaro per il viaggio. Se mandi il denaro dall'aereo su cui si presume viaggi la bellona, se ti va bene, non scende nessuno. Se ti va peggio scende un Vatusso alto due metri che non oso immaginare cosa intenda farvi. Anzi, lo immagino ma soprassiedo...visto che lo posso ancora fare, nona vendo fruito del trattamento in questione. Si tratta di un'organizzazione africana dedita all'estorsione di denaro a uomini soli del continente Europeo. Del continente europeo ricco, non credo che nessuno di questi buontemponi invii alcunchè a paesi tipo la Romania o la Bulgaria e via discorrendo. Non credo che si vogliano occupare di scherma. Ne' che vogliano trovarsi infilati in un termitaio con la testa cosparsa di miele. E questo lo dico senza alcun intento di discriminazione territoriale. Come diceva quello? Così è, se vi pare...Se rispondi all'invito, con la lecita domanda, che ci fa una donna bianca così bella in Costa DìAvorio...be'. la risposta arriva, se arriva, dopo un tempo infinito e dopo, immagino, una consultazione di gruppo fra tutti i membri dell'organizzazione. E potrebbe suonare tipo:" Attualmente sto viaggiando in un paese chiamato Costa D'Avorio." Ho capito, potreste rispondere, mica c'ho l'Alzheimer...io. Solitamente la conversazione si interrompe. Stanno già attaccando il profilo di qualcuno che per disperazione ci crede. E immagino che ce ne siano, se no non lo farebbero. Io ho un collega si lavoro che ha perso non so quanti soldi per star dietro a una diciottenne strafica il cui vero nome alla fine era Mamadou.
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